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LJUBLJANA

Nonostante i venti di guerra, in Slovenia la cultura continua sopravvive forse anche nella segreta speranza che l’arte attraverso l’immaginario riesca a far ritrovare ideali di unità pace. L’ormai famosa Biennale Internazionale di Grafica, quest’anno ha potenziato la sua struttura dislocandosi in tre sedi. Nella Galleria d’Arte Moderna sono state raccolte opere di circa 1000 artisti di 54 paesi con il meglio di quanto si è prodotto negli ultimi due anni nel campo delle stampe d’arte. Gran premio al tedesco Gunther Uëcker, premio d’onore a Joe Tilson, borsa di studio per un soggiorno di un anno a Venezia a Birgit Sauer. Nel Castello di Tivoli sono state allestite personali degli artisti premiati nella precedente edizione. l’americano Stella, il giapponese Yamashita, il coreano Seugun e lo sloveno Borcic. Vera innovazione di quest’anno la mostra a tema “Portfolio-55 protagonisti dell’arte costruita” allestita per la prima volta nella “Casa della Cultura” a cura di Getulio Alviani. E’ una collettiva dedicata ad un tipo di arte che tende ad essere scienza della visione e della percezione. Partendo da Albers il percorso si snoda attraverso Agam, Arp, Ballocco, Bill, E. Castellani, Colombo, S. Delaunay, Dorazio, Fontana, Gorin, Herbin, Klein, Le Parc, Lohse, Morellet, Munari, Richter, Riley, Sephor, Soto, Vasarely, Veronesi ed altri. Tale sezione, comprendente le più rigorose ricerche “classiche” come le più valide sperimentazioni, amplia il concetto di arte costruttiva. L’esposizione, esemplare anche per l’impostazione didattica, ridona fiducia nelle possibilità di attuare progetti ancora capaci di ridestare l’interesse della gente su un genere di primaria importanza per le peculiari caratteristiche tecniche ed espressive.

Luciano Marucci

[«Juliet» (Trieste), n. 75, dicembre 1995-gennaio 1996, p. 60]