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Lettera a Edward Luttwak

 

Caro Edward,

[…] Giacché non ti ho incontrato a New York per la Frieze week, né ad Art Basel, spero di rivederti durante la Frieze Art Fair di Londra dei primi di ottobre, dove io sarò soprattutto per assistere a Miracle Marathon (manifestazione interdisciplinare organizzata dall’amico Hans Ulrich Obrist, direttore artistico delle Serpentine Galleries), a cui interverranno personalità di diversi ambiti culturali. Quest’ultima edizione fa seguito a 89plus Marathon, a Extinction Marathon e a Trasformation Marathon: tutte realizzate con spirito propositivo. In essa si discuterà dei vari modi in cui l’immaginario può non solo predire, ma pianificare il futuro anche a lungo termine.

Visti gli eventi dell’UK, vorrei conoscere il tuo pensiero al riguardo.

Mi auguro che tu possa rispondere, magari sinteticamente e prima possibile, ad alcune domande.

Fin da ora ti chiedo di poter pubblicare le tue dichiarazioni su “Artribune” online.

Grazie e cari saluti.

Auguri a Dalya per la sua istallazione simbiotica e simbolica nello storico Castello Lanza di Trabia.

luciano marucci

 

Come acuto osservatore e studioso di fenomeni geopolitici, ritieni che il referendum popolare che ha determinato l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, provocando dissesti quasi planetari, andava indetto, dal momento che implicava gli equilibri internazionali tra gli stati?

 

Anche se le complesse conseguenze non sono facilmente prevedibili, in Europa e negli States ci potranno essere i seri contraccolpi che molti esperti stanno evidenziando?

 

Se l’UE non affronta in tempi brevi le preoccupanti problematiche – vecchie e nuove – tra le nazioni dell’Unione si potrà verificare l’effetto domino?

 

Secondo te la governance europea saprà attuare in tempo le indispensabili strategie per assicurarsi la sopravvivenza?

 

In caso negativo, soprattutto per i paesi europei indebitati come l’Italia e con una certa instabilità socio-politica, potranno insorgere problemi difficilmente risolvibili?

 

Una maggiore crisi finanziaria o recessione potrebbe penalizzare ulteriormente la cultura, in particolare la conservazione e la valorizzazione dei beni artistici, nonché l’incentivazione delle attività creative?

 

Gli investimenti culturali per la gestione e l’innovazione del comparto artistico può portare vantaggi all’economia? Quello dell’arte è un mercato secondario?

 

25 giugno 2016

 

 

Vai al PDF  dell’articolo pubblicato in “Artribune” online il 28 giugno 2016 (238 KB)

 

Faccio notare che la redazione del quotidiano non ha riportato la lettera che precede le domande per l’intervista, ma nell’introduzione ha parafrasato i contenuti delle prime due domande/risposte.