FantaIronia PDF Stampa
Nella vita tutto si ripete:
eternamente giovane
è la sola fantasia
Schiller


Ironia, prodotto fantastico della mente umana che investe l’esperienza quotidiana, ha mille sfaccettature che non permettono di definirla compiutamente. Si può usare con irriverenza verso se stessi o gli altri; può essere bonaria, arguta, beffarda, amara, tragica… È il mezzo per passare dall’umorismo al gioco, al paradosso, al grottesco o al surreale; la via per arrivare alla magia e alla fiaba…; il propellente per spaziare fino al lirismo e perdersi… nella sublimazione. Con le sue finzioni contribuisce ad alterare, eludere o schernire, dando una diversa connotazione al reale. Sostanzialmente è un alibi per comunicare e, insieme, un modo creativo, poetico per deviare…

Gianni Rodari, maestro dei maestri della fantasia e dell’ironia, lo scrittore per l’infanzia più famoso del Novecento (Premio Andersen 1970), intellettuale e giornalista civilmente impegnato, appassionato sostenitore del rinnovamento didattico, a venti anni dalla scomparsa, viene ricordato con varie iniziative a Scandicci, Roma, Pontedera, Castiglioncello, Milano, Ascoli Piceno, Omegna… I suoi libri, editi per lo più da Einaudi con illustrazioni di Bruno Munari, sono stati letti da milioni di ragazzi di tutto il mondo che, cosa rara, hanno provato il gusto della lettura, grazie all’intelligenza dell’umorismo, alla sorpresa delle combinazioni casuali, all’emozione della trasgressione; tutti elementi insiti nelle sue favole e filastrocche e nei suoi scritti di lucido opinionista che sapeva trattare con semplicità grandi tematiche, o nelle coinvolgenti performances educative.

Rodari si correlava alla realtà con intuizioni anticipatorie, esprimeva intramontabili valori socio-culturali, supportava i suoi scritti con profonde idealità capaci di promuovere una convivenza più creativa e libera, più giusta, democratica e pacifica.

La manifestazione di Ascoli Piceno – sponsorizzata e organizzata dall’Assessorato alla Cultura dell’Amministrazione Provinciale e curata da chi scrive - si è giovava della pubblicazione di un libro intitolato “RODARE LA FANTASIA con Rodari ad Ascoli” (copertina progettata da Bruno Munari prima della scomparsa), comprendente inediti del suo lavoro nel capoluogo piceno, autorevoli saggi e testimonianze; artistiche, una giornata di studi e una duplice mostra di opere e documenti, allestita a Palazzo dei Capitani e presentata in anteprima a Palazzo delle Esposizioni di Roma nell’ambito di “Casa Rodari”, attuata dalla Cooperativa Nuova Socialità per conto del Comune della capitale. Tra l’altro, essa ha visto implicati creativi delle arti visuali (e non illustratori tout court) che hanno interpretato testi dello scrittore o un aspetto particolare del suo mondo ideologico e poetico. Gli artisti italiani prescelti, appartenenti all’area ironica, indotti a guardare oltre l’abituale repertorio, senza rinunciare alla loro cifra stilistica, hanno effettuato un lavoro parallelo o complementare, oppure hanno preferito ‘commentare’. Nell’uno e nell’altro caso hanno raggiunto l’obiettivo di rapportare la creatività con un autore che impersona la fantasia, peraltro socialmente finalizzata, e di coniugare arte letteraria e figurativa.

Scegliendo artisti di più generazioni che si esprimono nella pluralità dei linguaggi, tipica del panorama odierno, è stato composto un campionario di ironie visuali, da quella più spontanea a quella più elaborata in senso iconico o concettuale: Maurizio Arcangeli (ironia minimal), Matteo Basilè (… digitale), Enrico Baj (… demitizzante), Gianfranco Baruchello (… liberatoria), Paolo Canevari (comic irony), Sergio Cascavilla (… mediale), Enrico T. De Paris (…  globale), Pablo Echaurren (… reiterata), Giosetta Fioroni (… fiabesca), Rosa Foschi (… arguta), Maurizio Mercuri (… analitica), Aldo Mondino (… ghiotta), Bruno Munari (… razionale), Ugo Nespolo (… ludica), Luigi Ontani (… dialettica), Luca Maria Patella (… concettuale), Tullio Pericoli (… colta), Alessandro Pessoli (… estraniante), Emilio Tadini (… grottesca).

La, da vedere e da leggere, ha ribadito l’importanza della dimensione immaginaria, sia per la qualità della vita che per l’avanzamento sociale. Ciascun lavoro era accompagnato da una ‘didascalia’ che avviava alla lettura, lasciando ai fruitori lo spazio di un altrove; quello aperto alle intuizioni altrui che lo stesso Rodari prevedeva nella strutturazione-definizione delle storie e nella stimolazione di finali inattesi.

Luciano Marucci

[«Juliet» (Trieste),n. 98, giugno 2000, p. 34-35]

 

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